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MANOMISSIONE DEL CONTATORE E PRESCRIZIONE

La sottrazione di energia elettrica attuata mediante la manomissione del contatore che alteri il sistema di misurazione dei consumi costituisce quella condotta volta all’alterazione dell’apparecchio di monitoraggio dei consumi con lo scopo di far apparire un utilizzo di energia elettrica minore rispetto a quello effettivo, così da pagare somme inferiori rispetto a quelle realmente dovute dall’utente.

In caso di sottrazione di energia elettrica (ma ciò vale anche per le somministrazioni di gas e acqua), il fornitore è costretto a procedere alla cosiddetta ricostruzione storica dei consumi, operazione che ha il fine di individuare i reali valori di utilizzo della corrente, del gas o dell’acqua, commisurandoli a quelli erroneamente misurati dall’apparecchio manomesso.

Naturalmente, l’effetto sarà quello dell’emissione della fattura di conguaglio, contenente la somma richiesta quale differenza rispetto ai consumi pagati.

Come avviene per le bollette ordinarie, alla scadenza della stessa, il fornitore potrà attivarsi, inizialmente anche mediante il ricorso a società di recupero del credito, per la riscossione delle somme dovute.

Di conseguenza, l’utente potrà vedersi esposto a un’azione giudiziaria che, di norma, si individua nell’ingiunzione al pagamento entro 40 giorni dalla notifica del provvedimento del Giudice.

Tuttavia, le somme pretese non sono sempre dovute, poiché anche in questi casi, interviene l’istituto della prescrizione. È proprio questo che, negli ultimi anni, è stato oggetto di importanti modifiche.

Ecco i vari step:

  • La Legge di Bilancio 2018 ha ridotto il termine di prescrizione per i crediti relativi alla somministrazione di energia elettrica, gas e alla fornitura del servizio idrico, da cinque a DUE ANNI (art. 1 comma 4 l. cit.).

A tale regola, la legge prevedeva un limite a tale riduzione, il cosiddetto limite della “causa cliente” che consisteva nella mancata o erronea rilevazione dei dati di consumo (manomissione del contatore o allaccio abusivo al punto di fornitura) dovuta a una accertata responsabilità dell’utente. In tal caso, la prescrizione rimaneva di cinque anni (art. 1 comma 5 l. cit.).

  • Successivamente, dal 1° gennaio 2020 il limite della “causa cliente” è stato eliminato, con la conseguenza che per luce, acqua e gas, anche per il caso della manomissione o allaccio abusivo, il termine di prescrizione è di due anni (art. 1, comma 295, Legge di Bilancio 2020).

Dunque, anche in tali casi, occorre fare attenzione al momento al periodo per il quale il fornitore procede alla ricostruzione dei consumi, poiché laddove siano trascorsi più di due anni dall’emissione della fattura di conguaglio, nulla sarà più dovuto dall’utente.