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IL NUOVO REGIME DI TUTELA DAI LICENZIAMENTI ILLEGITTIMI

Il “nuovo” sistema di tutela avverso i licenziamenti illegittimi previsto dal D.Lgs. 23/2015, così come modificato dal D.L. 87/2018 (Decreto Dignità), prevede tutele differenti a seconda del tipo di licenziamento in cui è incorso il lavoratore.

Il legislatore ha così ripartito il nuovo sistema di tutela del lavoratore ingiustamente licenziato, distinguendo:

1) la tutela reale forte: importa il pieno diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro, oltre che al risarcimento del danno la cui quantificazione non è soggetta a un limite massimo e opera per i licenziamenti:

  • discriminatori,
  • nulli per espressa previsione di legge (come per il caso del licenziamento ritorsivo del lavoratore che abbia presentato denunce di molestie anche sessuali sul luogo di lavoro o del lavoratore in caso di matrimonio o in stato di gravidanza o puerperio),
  • intimati oralmente. In tal caso, tale forma di tutela prescinde dalle dimensioni occupazionali del datore di lavoro;

2) la tutela reale debole: importa il pieno diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro, oltre che al risarcimento del danno in misura non superiore alle 12 mensilità e opera per i licenziamenti:

  • disciplinari (per giustificato motivo soggettivo o per giusta causa), laddove sia direttamente dimostrata in giudizio l’insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore dal datore di lavoro con più di 15 dipendenti. Nel caso in cui non sia soddisfatto il requisito dimensionale dei 15 dipendenti, l’importo dell’indennità è ridotto alla metà e non può essere superiore a 6 mensilità;

3) la tutela risarcitoria forte: importa il diritto al solo indennizzo in misura non inferiore a 6 mensilità e non superiore a 36 mensilità, per:

  • ogni altro caso di licenziamento non giustificato (come il licenziamento per giustificato motivo oggettivo);

4) la tutela risarcitoria debole: che importa il diritto al solo indennizzo pari a una mensilità per ogni anno di servizio e comunque in misura compresa tra 2 e 12 mensilità, per il licenziamento:

  • affetto da vizi formali o procedurali (come quelli privi della motivazione, ex art. 2 l. 604/66 o della procedura di cui all’art. 7 l. 300/70).