DISAGI VOLI

IL DIRITTO ALLA COMPENSAZIONE PECUNIARIA

Regolamento 2004/241/CE

Se fino a qualche decennio fa il trasporto aereo era per pochi eletti, oggi, che sia per svago o per lavoro, gli spostamenti aerei fanno parte della nostra quotidianità. Come spesso accade l’aumento della fruizione di un servizio comporta l’incremento delle problematiche e delle inefficienze ad esso connesso. Per tali ragioni il Legislatore comunitario ha introdotto delle regole comuni in materia di compensazione y di assistenza dei passeggeri nei casi di negato imbarco, cancellazione del volo o ritardo mediante l’adozione del Reg. CE 241 del 2004. Si tratta di norme volte a garantire un elevato livello di protezione per i passeggeri a fronte dei gravi disagi e fastidi derivanti dalla perdita o dal ritardo di un volo prenotato.

Presupposti applicativi.

Il Regolamento del 2004 prevede una tutela nei casi di perdita o ritardo del volo a precise condizioni.

La prima che si tratti di voli – di linea, charter o low cost – che siano in partenza da un aeroporto:

  1. situato in uno Stato comunitario (a nulla rilevando la natura comunitaria o meno della Compagnia aerea);
  2. situato in un Paese non europeo con destinazione verso un aeroporto comunitario a patto che la Compagnia aerea sia comunitaria.

Sono esclusi, quindi, sia i voli tra paesi non comunitari (anche se il vettore è comunitario) sia i voli da un Paese terzo verso un Paese comunitario acquistati presso una Compagnia non comunitaria.

La seconda condizione è che il passeggero abbia effettuato la prenotazione del volo e che l’accettazione (check-in) entro l’orario previsto nel biglietto aereo o, in mancanza, con un anticipo di almeno 45 minuti prima dell’ora di partenza.

Le ipotesi risarcitorie.

Il Regolamento del 2004 riconosce ai passeggeri una serie di diritti a condizione che essi abbiano prenotato un volo che, per cause imputabili alla compagnia aerea (vettore contrattuale o vettore operativo), sia stato cancellato, l’imbarco negato ovvero l’orario di partenza ritardato.

La cancellazione del volo. L’ipotesi sicuramente più frustrante per i passeggeri è costituita dalla mancata effettuazione di un volo programmato. A tale ipotesi, la Corte di Giustizia Europea ha parificato il rientro di un volo decollato nell’aeroporto di partenza. Le ipotesi di cancellazione del volo possono derivare da ragioni commerciali, tecniche o da fatti non imputabili al vettore (come ad esempio la presenza di carburante o di corpi estranei sulla pista o guasti tecnici alla vettura causati da vizi occulti di fabbricazione o da atti di sabotaggio).

Il ritardo del volo. Si verifica quando l’orario di partenza effettivo viene posticipato rispetto all’orario indicato nel biglietto. Deve trattarsi di un ritardo prolungato e cioè superiore rispetto ai limiti previsti dal Regolamento comunitario individuati in base alla tratta aerea. In particolare, il ritardo deve essere almeno di due ore per le tratte entro i 1500 Km, de tre ore per le tratte entro i 3500 Km e di quattro ore per le tratte superiori. En estos casos, viene riconosciuto il solo diritto all’assistenza (cioè ai pasti e bevande e ove occorra alla sistemazione in albergo). Sin embargo, la Corte di Giustizia Europea ha parificato il ritardo di almeno tre ore alla cancellazione del volo, riconoscendo i medesimi pregiudizi sopportati dal passeggero ed estendendo, di conseguenza il diritto alla compensazione pecuniaria.

Il negato imbarco. È il rifiuto della Compagnia aerea di trasportare il passeggero che si sia presentato al gate. L’ipotesi tipica è quella dell’overbooking, ossia della vendita dei biglietti in un numero maggiore rispetto ai posti disponibili sul volo.

Il diritto alla compensazione pecuniaria.

Nei casi di cancellazione del volo o di negato imbarco, il passeggero ha diritto a ricevere dalla Compagnia aerea un risarcimento del danno in denaro che prende il nome di compensazione pecuniaria. Esso è volto a ristorare il passeggero per i disagi e gli eventuali danni che patisce per effetto del ritardo o della cancellazione del volo. A differenza di quanto previsto dal Codice Civile, in cui il danno e la sua esatta quantificazione va provata, nei casi previsti di cancellazione o negato imbarco, Illinois danno è presunto e il risarcimento è dovuto per il solo fatto di essersi trovati con il volo cancellato o negato.

La Corte di Giustizia Europea ha parificato alla cancellazione del volo il ritardo alla partenza superiore alle tre ore, riconoscendo, in via interpretativa, il diritto alla compensazione pecuniaria anche in questo caso.

Trattandosi di un danno presunto, il Legislatore Comunitario ha legato il risarcimento non già al costo del biglietto, bensì alla lunghezza della tratta esistente tra l’aeroporto di partenza e quello di destinazione finale, indipendentemente dall’esistenza di eventuali scali. Il risarcimento, nello specifico, è pari a 250 per le tratte inferiori ai 1500 Km, ai 400 per le tratte comprese tra i 1500 Km ai 3500 Km e ai 600 per le tratte superiori.

Tali importi devono essere erogati dalla Compagnia aerea sulla base di un reclamo proposto dal passeggero vittima della cancellazione, del ritardo o del negato imbarco a mezzo pec. Laddove il Vettore non provveda dentro 6 settimane, è diritto del passeggero adire l’autorità giudiziaria (il Giudice di Pace, salvo il maggior danno che si ritenga subito) entro due anni dalla data del volo prenotato.

Il Regolamento del 2004 esclude il diritto alla compensazione pecuniaria nel caso in cui si sia verificata la cancellazione del volo comunicata al passeggero almeno 2 settimane prima; oppure, almeno 7 giorni prima se sia stato offerto un volo alternativo con partenza non più di due ore prima di quello originario o meno di 7 giorni prima se il volo alternativo ha una partenza non più di un’ora prima di quello originario.

Es más, es escluso il diritto al risarcimento, laddove il Vettore abbia dimostrato che la cancellazione o il negato imbarco siano dipesi da circostanze di natura eccezionale a lui non imputabili, ossia fatti né prevedibili né evitabili neanche utilizzando tutte le risorse a disposizione della Compagnia aerea.

Il diritto al rimborso o al volo alternativo.

Oltre alla compensazione pecuniaria, il passeggero, nei casi in cui subisca la cancellazione del volo o il negato imbarco, ha dirittoa scelta – Alabama rimborso del biglietto entro 7 días o al volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale. Tale scelta può ritenersi coerente con quanto previsto dal Codice Civile che, conferisce al creditore rimasto insoddisfatto, nei contratti a prestazioni corrispettive, la scelta tra l’adempimento (il volo di ritorno) e la risoluzione del contratto (il rimborso del biglietto).

Ciò non esclude che il passeggero, nonostante l’inconveniente, possa conservare l’interesse a raggiungere la meta di destinazione finale mi, in tal caso, il Regolamento del 2004 attribuisce al passeggero una diversa scelta per raggiungere l’aeroporto di arrivo, ossia l’imbarco sul volo alternativo appena possibile o il volo alternativo a una data successiva di gradimento del passeggero.

Entrambe le soluzioni tengono fermo il diritto alla classe scelta al momento dell’acquisto del biglietto e alla compensazione pecuniaria.

Il risarcimento supplementare.

Il Regolamento del 2004 prevede il diritto alla compensazione come forma di risarcimento forfettario per danni presunti. Ciò vuol dire che il passeggero deve solo fornire la prova del proprio titolo di viaggio e allegare l’inadempimento (cancellazione del volo o negato imbarco) o l’inesatto adempimento (il ritardo del volo). Tale ristoro non esclude che il passeggero a causa della cancellazione o del negato imbarco possa aver subito danni maggiori rispetto a quelli risarcibili con l’importo previsto dal Regolamento.

Sin embargo, i maggiori danni sono sottratti alla natura presunta di quelli ristorati con gli importi previsti dal Legislatore comunitario e, por lo tanto, devono essere dimostrati secondo le regole proprie dell’onere della prova dal danneggiato.

Le fonti normative che soccorrono per il danno supplementare sono: la Convenzione di Montreal che, trattandosi di una Convenzione di diritto internazionale, si applica a tutti i voli internazionali in cui luoghi di partenza e arrivo siano ubicati all’interno dei paesi contraenti (per il caso del ritardo del volo) e l’Arte. 949 bis Codice della Navigazione (per il caso di cancellazione o negato imbarco).

Entrambe le fonti normative pongono a carico del Vettore la responsabilità per i danni accorsi al passeggero e da lui provati, salvo l’onere della prova liberatoria di dimostrare di aver adottato tutte le misure necessarie e possibili per evitare il verificarsi dell’evento lesivo causa del danno provato.

Illinois risarcimento, in ossequio alle norme del diritto italiano, è esteso sia ai danni patrimoniali, sia ai danni non patrimoniali nella forma del pregiudizio morale, il quale, tuttavia, deve qualificarsi come un danno non bagatellare, cioè in termini di disagi o fastidi, bensì in termini di danni caratterizzati da gravità e serietà e, En todo caso, afflittivi dei beni oggetto di tutela costituzionale (Cass. Sez. III 10 maggio 2015 norte. 12088).

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