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BOLLO AUTO: CARTELLA DI PAGAMENTO E PRESCRIZIONE

Il bollo auto.

Il bollo auto è un tributo regionale che deve essere pagato dal proprietario del veicolo. Si tratta, dunque, di una tassa sulla proprietà, che prescinde dalla circolazione o meno del mezzo (distinguendosi, così, dalla tassa di circolazione).

Quando va pagata.

Il bollo auto va pagato con cadenza annuale. Esso va corrisposto entro la scadenza del mese di immatricolazione del veicolo. Tuttavia, se l’immatricolazione del mezzo è avvenuta negli ultimi 10 giorni del mese, il bollo può essere versato entro il mese successivo a quello di immatricolazione.

Se, ad esempio, l’auto è stata immatricolata il 15 aprile, il bollo va pagato entro il 30 aprile di ogni anno; se l’auto è stata immatricolata il 21 aprile, il bollo potrà essere pagato entro il 31 maggio successivo.

La riscossione del bollo auto.

Qualora il pagamento del bollo auto non avvenga nel termine di legge, l’Ente impositore, ossia la Regione o le Provincie autonome di Trento e Bolzano procedono con l’accertamento dell’omesso versamento e con la conseguente notifica dell’avviso di liquidazione, con viene intimato il pagamento dell’imposta così liquidata entro 60 giorni dal ricevimento dell’avviso, pena la riscossione coattiva del credito.

L’avviso di liquidazione per il pagamento del bollo auto deve essere notificato al proprietario del veicolo entro il terzo anno successivo a quello in cui il pagamento era dovuto, decorso il quale il diritto all’imposta si prescrive (art. 5 del D.l. 953/82).

Ma attenzione. Il termine iniziale di decorrenza del triennio non cade nel primo giorno successivo a quello di scadenza del mese di pagamento, bensì decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di competenza.

Ad esempio, se il pagamento del bollo auto doveva avvenire entro il mese di aprile 2022, il termine iniziale di decorrenza sarà il 1° gennaio 2023 e la Regione avrà termine fino al 31 dicembre 2026 per richiedere il pagamento della tassa automobilistica mediante la notifica dell’avviso di liquidazione.

Qualora il potere di accertamento da parte dell’Ente impositore venga tempestivamente esercitato, mediante la notifica dell’avviso di liquidazione, inizierà a decorre un nuovo periodo di tre anni entro cui l’imposta potrà essere riscossa.


Ma vi è una distinzione fondamentale:

  1. il potere di accertamento dell’omesso versamento dell’imposta può essere esercitato solo entro i tre anni successivi da quello di competenza del tributo. Decorso tale termine l’Ente impositore decade dall’azione di accertamento;
  2. il potere di riscossione dell’imposta, invece, è soggetto al termine triennale di prescrizione, sicché una volta interrotto, per esempio, mediante la notifica dell’avviso di liquidazione o di un sollecito successivo, da tale momento comincerà a decorrere un nuovo termine di pari tempo.

Casi di esonero.

Vi sono delle ipotesi in cui il bollo auto non è dovuto.

  1. auto a KM 0, ossia delle auto acquistata e immatricolata dalla stessa concessionaria, in cui il primo bollo deve essere pagato da chi ne risulta il proprietario nell’ultimo giorno del mese di scadenza per il pagamento: se è la concessionaria, allora sarà lei che dovrà corrisponderlo, altrimenti sarà l’acquirente a dover pagare.
  2. veicolo storico ultratrentennale, ossia il mezzo:
  • costruito da oltre trent’anni (salvo prova contraria, l’anno di costruzione coincide con l’anno di prima immatricolazione in Italia o in un altro Stato);
  • non adibiti ad uso professionale o utilizzati nell’esercizio di attività di impresa, arti o professioni.

L’esenzione, in questo caso, è automatica e non occorre, quindi, presentare alcuna domanda. Non è neppure necessario che il veicolo sia iscritto in un registro storico o che sia munito di un certificato di storicità emesso da un Ente certificatore.

Gli autoveicoli di interesse storico e collezionistico ultraventennali, se in possesso del certificato di rilevanza storica, invece, qualora tale riconoscimento di storicità sia riportato sulla carta di circolazione, sono assoggettati al pagamento della tassa automobilistica con una riduzione pari al 50 per cento

La cartella di pagamento.

Se nei 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione non viene eseguito spontaneamente il pagamento, né viene presentato ricorso-reclamo avverso l’avviso innanzi alla Corte di Giustizia Tributaria di I grado competente, l’Ente creditore è legittimato a procedere con l’iscrizione a ruolo del debito, incaricando l’Agenzia delle Entrate-Riscossione per il recupero del tributo omesso.

L’Agente della Riscossione, in forza del titolo esecutivo, ossia del ruolo, procede al pignoramento dei beni del debitore, previa notifica della cartella di pagamento, in cui:

  1. indicherà la natura della pretesa, l’importo dovuto, l’atto presupposto (ossia l’avviso di accertamento e la data della sua notifica), il numero del ruolo e la data in cui è stato munito di efficacia esecutiva, gli interessi dovuti, il responsabile del procedimento e le modalità di difesa;
  2. intimerà il pagamento dell’imposta (oltre sanzioni e interessi di mora) entro 60 giorni, pena l’esecuzione forzata mediante pignoramento.

Entro lo stesso termine, il contribuente può proporre ricorso-reclamo avverso la cartella di pagamento, qualora:

  1. la cartella di pagamento presenti vizi propri, come la mancata indicazione del motivo della pretesa o l’errato calcolo dell’importo dovuto;
  2. la cartella di pagamento sia il primo atto con cui il contribuente abbia avuto conoscenza della pretesa tributaria, ossia qualora denunci l’omessa o irregolare notifica dell’avviso di liquidazione;
  3. dopo la notifica dell’avviso di liquidazione, sia intervenuta una causa di estinzione della pretesa, come la prescrizione (qualora la cartella di pagamento sia stata notificata oltre il triennio decorrente dalla notifica dell’avviso di liquidazione) o il pagamento della pretesa.